ISO scetticismo - smentiamo le credenze che ostacolano il successo - Parte 1
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news del 03/03/2020

ISO scetticismo - smentiamo le credenze che ostacolano il successo - Parte 1

Le false credenze sulla qualità nascono a causa della poca informazione e della resistenza al cambiamento richiesto dal mercato attuale! Il nostro obiettivo oggi è andare a sostituire queste credenze errate con informazioni veritiere e concrete! 

Cosa non è la qualità

Prima di passare all'analisi delle prime due false credenze sulla qualità che dominano molte aziende andiamo a definire che cosa non è la qualità:
 
  • Non basta imporre delle regole e perseguire la conformità alla norma per essere soddisfatti del livello di qualità raggiunto e chiunque vi dica il contrario ha travisato il vero significato dei concetti trasmessi dalla normativa di riferimento.
  • “Qualità” non è un lavoro in più  da incastrare nei propri impegni quotidiani, quando e se si ha tempo di farlo.
  • Se qualcuno vi dice “non ho tempo per pensare alla qualità, devo produrre”, potrete essere certi che questa persona non ha davvero capito di cosa si sta parlando.
  • “Qualità” non è tolleranza degli errori, ma la loro correzione.
  • “Qualità” non è scarsa professionalità
 

Ma allora cos'è?

Pirsig sosteneva che, definire la qualità in termini oggettivi, non fosse affatto facile mentre è facile rilevarne la mancanza. Quando manca la qualità, infatti, ce ne accorgiamo subito.

Se guardiamo la qualità dal punto di vista dei clienti è:

  • design, sensazioni comunicate dal prodotto, affidabilità, ecc.
  • valore (qualità rapportata al prezzo pagato per il prodotto/servizio)

Se guardiamo la qualità dal punto di vista delle organizzazioni è:

  • conformità ai requisiti
  • un costo (costi di prevenzione, costi per controlli, costi dovuti a prodotti difettosi, costi per la gestione della garanzia, ecc)

La percezione della qualità è, dunque, multidimensionale e può dipendere dalla natura del prodotto/servizio, dal contesto di riferimento (ciò che in un determinato contesto viene considerato di qualità può essere considerato di scarsa qualità in un contesto diverso o da un’altra persona), dalle aspettative, dalla percezione (basata sulle conoscenze specifiche del prodotto/servizio, sui convincimenti, sui valori, sulle emozioni, sulle informazioni raccolte attraverso la pubblicità i media, gli amici), dai bisogni al momento della valutazione, ecc.

La qualità, dunque può definirsi come il punto di incontro tra diverse esigenze che possono ricondursi principalmente a tre:
  • l’efficacia (la qualità del prodotto/servizio)
  • l’efficienza (il contenimento dei costi e dei tempi)
  • l’elasticità (la risposta al cambiamento)
 

 Le false credenze sulla qualità

 “La nostra organizzazione non è come le altre, la qualità non può essere applicata nella nostra realtà”

Chi lavora in un’industria di processo sosterrà che la qualità vada bene solo per chi lavora su commessa; chi lavora su commessa sosterrà che un sistema di gestione della qualità funzioni solo per quelle organizzazioni che effettuano lavorazioni in serie e così via.

La norma UNI EN ISO 9001:2008, che sta alla base dell’applicazione della qualità, è stata invece pensata apposta per adattarsi a tutte le realtà organizzative, qualunque sia il settore di appartenenza (aziende, scuole, studi professionali, ospedali, strutture pubbliche, organizzazioni no-profit) e qualunque sia la loro grandezza e complessità.

Questo principio è uno dei primi che ci vengono presentati nel testo della norma (UNI EN ISO 9001:2008 – punto 1.2), non possono esistere, dunque, realtà presso le quali, per partito preso, non sia possibile applicare la qualità.

 
“La qualità è un discorso troppo complicato per essere recepito dai nostri collaboratori”
 
Chi pensa che un collaboratore possa essere spaventato dall’applicazione della qualità, con molta probabilità è il primo ad esserne terrorizzato.

Le persone dei livelli più bassi che lavorano bene non hanno nulla da perdere nel dimostrarlo in maniera oggettiva e misurabile e, spesso, hanno una gran voglia di farlo.

Chi può davvero sentirsi a disagio  è il livello medio dei responsabili che potrebbe avere paura di perdere il controllo sulla propria area e di rendere evidenti eventuali lacune o una cattiva gestione del proprio settore organizzativo.

Bisogna fare molta attenzione perché queste persone potrebbero anche mettere i bastoni tra le ruote in tutti i modi.
 
 
Possiamo concludere dicendo che la qualità è flessibile - adatta quindi a tutti i tipi di organizzazioni,  multidimensionale - in quanto dipende dal contesto e dalla natura del prodotto/ servizio a cui viene applicata,  imegnativa, ma anche molto profittevole

Le false credenze oggi affrontate vi suonano familiari? Volete approfondire l'argomento della gestione qualità nella vostra organizzazione? Il nostro team di esperti in consulenza ISO è a vostra disposizione! 

Contatta per maggiori informazioni! 




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