Richieste Automotive per la mobilità green nel Recovery Plan
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news del 31/03/2021

Richieste Automotive per la mobilità green nel Recovery Plan

Da anni le case automobilistiche e l’intera filiera Automotive stanno investendo sulla svolta “green” della mobilità, guidando la transizione ecologica italiana.

Effetto Covid sull’Automotive

Di seguito i principali dati dell’impatto della pandemia da Coronavirus sul settore: per le autovetture la perdita è stata pari a -27,9%, per i veicoli commerciali -15,1%, per i veicoli industriali -14,4%, per i rimorchi e semirimorchi -21,7%, per gli autobus -24,8%; le ore di cassa integrazione 2020 sono state quasi 100 milioni, oltre il doppio del 2019 (per l’intero settore industriale, totale CIG di circa 3 miliardi di ore).

 
Per “imprimere una svolta decisiva per lo sviluppo della mobilità del nostro Paese in direzione della sostenibilità ambientale ed economica”, le principali Organizzazioni del settore automotive (ANFIA, FEDERAUTO, UNRAE) chiedono al Governo nuove urgenti misure incentivanti, da attuare anche grazie al Recovery Plan, tra cui:
 
  • nuovi strumenti di politica industriale “per guidare, nel breve e nel lungo periodo, la transizione verso la mobilità green, compatibile con le esigenze economiche e sociali di un comparto da sempre trainante per l’economia del nostro Paese”, evidenzia Michele Crisci, Presidente UNRAE;

  • il rifinanziamento urgente degli eco-incentivi in esaurimento, da rendere strutturali quanto meno fino al 2026, aggiungendo ulteriori misure per incentivare il rinnovo delle flotte aziendali e del parco parco circolante di veicoli destinati al trasporto merci e a quello collettivo di persone;

  • misure una spinta significativa all’elettrificazione dei veicoli e agli investimenti in nuove tecnologie;

  • diffusione delle infrastrutture di ricarica;

  • misure che pongano  attenzione all’automazione, alla connettività, alla diffusione delle infrastrutture (pubbliche e domestiche), anche per l’idrogeno;

  • una riforma fiscale sul settore, in particolare per le auto aziendali, a sostegno delle imprese italiane penalizzate rispetto agli altri Paesi europei: “la quota delle auto aziendali sul mercato italiano è la più bassa (36%) se confrontata con quella di Germania (62,9%), Regno Unito (54,2%), Francia (53,1%) e Spagna (49,8%) e un intervento sulla percentuale di detraibilità dell’IVA per gli acquisti effettuati da aziende e professionisti e sulla soglia di massima deducibilità dei costi, anche in ottica green, non è più rinviabile”, spiega il il Presidente FEDERAUTO;

  • una rimodulazione del bollo auto in chiave green;

  • misure strutturali con orizzonte temporale medio-lungo per gli investimenti delle imprese di autotrasporto;

  • modifiche alla normativa sulle autovetture aziendali in fringe benefit, adeguandola ai nuovi valori di emissione di CO2 in WLTP;

  • programmi per la riqualificazione delle competenze, con misure di incentivazione fiscale e una rinnovata offerta di servizi formativi;

  • estensione del Piano Transizione 4.0, incentivi per l’aggregazione delle PMI e le operazioni di private equity.
 
 
 
 
 




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