NATUZZI: PRODUTTIVITĄ CRESCIUTA DEL 30-40% E COSTI INDUSTRIALI DIMINUITI IN ITALIA FINO AL 50%. TUTTO QUESTO GRAZIE ALLA LEAN!
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news del 14/03/2018

NATUZZI: PRODUTTIVITĄ CRESCIUTA DEL 30-40% E COSTI INDUSTRIALI DIMINUITI IN ITALIA FINO AL 50%. TUTTO QUESTO GRAZIE ALLA LEAN!

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Ora ti lascio all’articolo del sito de LaRepubblca che parla dell’azienda Natuzzi, buona lettura!



(Fonte articolo: laRepubblica.it)

L’IMPRESA PUGLIESE NATUZZI, LEADER MONDIALE DEL SALOTTO, FA SEGNARE UN NOTEVOLE MIGLIORAMENTO DEI CONTI GRAZIE AL NUOVO PROCESSO PRODUTTIVO E ORA PUNTA DECISAMENTE SUI MERCATI DEGLI USA E DELLA CINA.

Produttività cresciuta del 30-40% e costi industriali diminuiti in Italia fino al 50%. Natuzzi, l’azienda della provincia di Bari leader mondiale nel settore dell’arredamento, si lascia alle spalle un anno buio e riparte da questi numeri. Sono i risultati della svolta «lean» avviata nel 2013 e che, insieme a innovazione tecnologica ed espansione della rete di vendita, continuerà ad avere un ruolo centrale nel prossimo piano triennale dell’azienda, 457 milioni di euro di fatturato e oltre 5mila dipendenti. Per migliorare la sua competitività, il gruppo fondato nel 1959 da Pasquale Natuzzi a partire dal 2013 ha intrapreso due percorsi di cambiamento: «Uno dedicato all’innovazione di prodotto dal punto di vista progettuale e l’altro all’innovazione del processo produttivo, basandoli sui principi della Lean Enterprise», spiega il direttore generale operativo Antonio Cavallera. La strategia cioè che, unendo flessibilità, flusso continuo di lavoro e produzione guidata dalla domanda, ha fatto la fortuna della casa automobilistica giapponese Toyota, ma si è rivelata efficace anche in altri settori dell’industria manifatturiera, compreso appunto l’arredamento. «Da un processo di produzione organizzato per reparti siamo passati a un’unica linea produttiva, lungo la quale si sviluppa l’intero processo di produzione, eliminando così gli sprechi che si annidano in un processo frazionato». Nello stabilimento più performante, in provincia di Matera, infatti, in tre anni il costo industriale è passato da 1 euro a 50 centesimi al minuto, obiettivo da raggiungere anche per le altre quattro fabbriche del nostro Paese, dove si è osservata una riduzione media del 30%, arrivando a 70 centesimi. La rivoluzione lean è già arrivata nei tre stabilimenti all’estero, in Romania, Cina e Brasile. Entro la fine dell’anno entrerà nella fabbrica di Iesce 2, in provincia di Bari, e in prospettiva coinvolgerà anche lo stabilimento di Ginosa, che in seguito all’accordo raggiunto con i sindacati a dicembre 2017 riaprirà i battenti quest’anno.

Nel frattempo, i 168 dipendenti riassorbiti hanno iniziato un percorso di formazione, che comprende anche i temi della produzione «snella». Rimane aperta anche la sfida dell’innovazione tecnologica, già forte in Italia e con ampie prospettive di sviluppo negli impianti esteri, con forti benefici attesi sul fronte della competitività. L’automazione del processo di taglio della pelle è l’esempio più emblematico: «L’ispezione del manto di pelle e l’individuazione dei difetti avviene tramite scanner. Il posizionamento delle dime virtuali lungo cui tagliare la pelle viene definito dal computer e visualizzato da videopro-iettori. Il taglio avviene tramite macchine a controllo numerico. Grazie a questo progetto, che abbiamo portato avanti insieme a un partner rumeno, il tempo di taglio è diminuito del 30% ed abbiamo pressoché azzerato gli errori», aggiunge Cavallera. Il gruppo, che commercializza i suoi prodotti in oltre 120 Paesi con i marchi Natuzzi Italia e Natuzzi Editions, punta a espandersi negli Stati Uniti e nei mercati emergenti, Cina in testa. Il 2018 si è aperto con l’annuncio di una joint venture con la società cinese di produzione e distribuzione di arredamento Kuka, che si è impegnata a investire circa 65 milioni di euro per lo sviluppo della rete di vendita Natuzzi nella Repubblica Popolare. Qui sopra Antonio Cavallera direttore operativo di Natuzzi”. (Fonte articolo: laRepubblica.it)

 

 





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